TRAPIANTO DI CAPELLI

La calvizie rappresenta uno dei problemi estetici che maggiormente affliggono il sesso maschile nell’età post-puberale ed adulta ed il sesso femminile in quella post-menopausale. L’entità del problema è tale per cui da molti anni la ricerca in campo medico, e farmacologico in particolare, sta cercando di mettere a punto una terapia che possa in qualche modo risolvere tale patologia
Diversi farmaci sono state identificati quali potenziali sostanze che possano migliorare la vitalità dei “capelli”, anche se la maggior parte di queste porta a dei risultati parziali e non soddisfacenti a lungo termine, mentre non esiste a tutt’oggi alcuna terapia medica che possa agire su aree totalmente glabre nelle quali i bulbi piliferi siano totalmente atrofizzati. Attualmente, solo mediante la ridistribuzione chirurgica dei bulbi piliferi, si può ottenere la risoluzione delle calvizie cicatriziali o androgenetiche con esito atrofico del bulbo pilifero.
Diverse sono le possibilità chirurgiche a nostra disposizione in grado di porre rimedio ad una calvizie già presente. Esse prevedono diverse tecniche che vanno dai lembi di rotazione del cuoio capelluto, eventualmente associati ad espansione cutanea, al lifting del cuoio capelluto, alla rimozione della aree prive di capelli dopo posizionamento di particolari estensori e alle tecniche di autoinnesto di cuoio capelluto.
Nessuna di queste tecniche rappresenta la procedura ideale; ogni singolo caso clinico deve essere attentamente valutato e trattato nella maniera più consona, anche se la procedura che più di ogni altra è in grado di risolvere il problema in maniera semplice ed efficace é quella dell’autoinnesto.

AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI
L'intervento chirurgico di autotrapianto di capelli consente il "trasferimento" di bulbi piliferi da una zona ricca di capelli ad una calva. Si tratta di bulbi e conseguentemente di capelli del paziente stesso e non di capelli artificiali.
La tecnica sfrutta il fatto che le persone affette da calvizie presentano una "corona" di capelli, che permane fino ad età avanzata, in regione occipitale e temporale. In queste zone i bulbi piliferi sono particolarmente resistenti da poter essere trasferiti in altre zone del cuoio capelluto, mantenendo la loro capacità di “produrre” i capelli come nella loro sede originale.

INTERVENTO CHIRURGICO
L'intervento chirurgico viene effettuato in anestesia locale in un regime ambulatoriale.
Dalla zona donatrice, la regione occipitale, si prelevano delle strisce di cuoio capelluto che vengono adeguatamente sezionate, in maniera da ottenere delle isole cutanee di dimensioni variabili: con un unico bulbo pilifero (microinnesti, monobulbari), che verranno innestate lungo la linea anteriore del capo, ed isole di diametro maggiore, 1,3 millimetri (mini innesti), che utilizzeremo per la parte posteriore dell'area alopecica.
Le isole così preparate vengono impiantate nella regione ricevente. Un disegno effettuato prima dell'intervento chirurgico ci permette di essere estremamente precisi durante la fase di impianto, soprattutto lungo la parte anteriore, la più delicata da realizzare. Per questo è indispensabile seguire accuratamente il progetto pre-operatorio. I singoli bulbi devono essere impiantati in modo da limitare il più possibile una linea anteriore naturale, sia come disposizione che come orientamento di ogni singolo elemento. La direzione delle incisioni deve essere precisa e con un andamento che rispetti le linee di tensione cutanee in modo da poter essere praticamente invisibile
Al termine dell'intervento il paziente viene sottoposto ad un bendaggio elastico che viene rimosso dopo circa 2 ore.

POST OPERATORIO
La fase più delicata del post-operatorio sono le prime 24-36 ore. Durante questa fase il paziente dovrà essere particolarmente attento ad evitare traumi e sfregamenti della regione innestata. Dopo questo periodo, la formazione di piccole croste farà in modo da assicurare l'immobilità dell'innesto fino ad attecchimento avvenuto. Dopo 7 giorni il paziente potrà iniziare a lavarsi il capo.
I capelli innestati subiranno una crescita regolare, del tutto analoga a quelli naturali (circa 1 centimetro al mese) e come tali andranno trattati.
Le cicatrici residue sono del tutto invisibili anche a livello della zona donatrice
Con la tecnica del trapianto autologo dei capelli è possibile risolvere in maniera abbastanza semplice il problema della calvizie. Questa tecnica permette di ottenere ottimi risultati sia nelle forme parziali o iniziali di rarefazione dei capelli, ove è richiesto un semplice infoltimento, sia nelle forme più gravi di calvizie.
La tecnica del trapianto autologo, sia pur nella sua semplicità da un punto di vista concettuale, richiede il rigoroso rispetto di fondamentali dettagli tecnici; è una procedura estremamente delicata che richiede perizia, precisione e meticolosità nell'esecuzione.
Il paziente deve essere valutato con una visita preliminare accurata, eventualmente supportata da indagini diagnostiche specifiche per definire l'esatta causa del suo problema.
I risultati sono in genere molto buoni anche se possono essere apprezzati solo a distanza di alcuni mesi(2-3 mesi) in ragione del fatto che i capelli innestati sono molto corti (2 millimetri) e necessitano di tempo per crescere (1 centimetro al mese). L'intervento viene eseguito in una unica seduta, anche se è possibile ripeterlo a distanza di almeno 6 mesi per eventuali "infoltimenti".

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